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Le proteste in Polonia mostrano che la lotta per l’aborto non è finita

06 Oct

La Polonia ha una delle leggi più restrittive d’Europa sull’interruzione volontaria della gravidanza. Non esiste un diritto assoluto di abortire (nemmeno in Italia, ma le condizioni sono meno rigide), ma sono previste alcune circostanze straordinarie per cui è permesso: per gravi patologie fetali, in seguito a uno stupro e in caso di pericolo per la salute della donna.Le prime due, se si parte dall’attribuzione di diritti agli embrioni, sono contraddittorie ma compaiono in molte normative restrittive. Se consideriamo gli embrioni come individui dotati del diritto alla vita, queste eccezioni sono ipocrite: è impopolare sostenere che non si può abortire se ti hanno stuprato, e tuttavia le circostanze del concepimento non hanno la forza di cambiare lo statuto ontologico dell’embrione.La terza eccezione, pur non inciampando in incoerenze tanto invadenti, si presta a un’interpretazione oscillante di cosa significa “pericolo”. Se la premessa è che l’embrione è una persona, tra l’altro, potrebbe non essere evidente o scontato decidere che la vita della donna sia più importante.

Source: Le proteste in Polonia mostrano che la lotta per l’aborto non è finita – Chiara Lalli – Internazionale

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Posted by on October 6, 2016 in European Union, Reportages

 

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