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Sbirciare nei libri degli altri

04 Nov

Gentile bibliopatologo,da quattro anni vivo a Parigi, vero paradiso per bibliofili, dove non è raro entrare in un vagone della metropolitana all’ora di punta e trovarlo gremito ma tranquillo, animato da un lieve rumore di pagine sfogliate. Ho cominciato ben presto a sbirciare le copertine dei libri altrui o a provare a indovinare il libro a partire dalle poche righe a me visibili. Oggi non riesco più a farne a meno. Prima che derubrichi il mio vizio a semplice voyeurismo, mi dichiaro colpevole: magari incrociassi lo sguardo di una bella fanciulla che legge il mio stesso libro a due sedili di distanza! Ma la prego, dottore, mi creda: il rimorchio non esaurisce le ragioni che mi spingono a essere tanto indiscreto. Il primo piacere che ne traggo è quello di provare a immaginare il carattere dei lettori a partire dai loro libri. Così, ammiro la sfrontatezza del giovane che legge Sade davanti a una suora, o mi chiedo quale inesorabile spada di Damocle possa spingere una vecchina a leggere un manuale per contare le carte a blackjack. È grave, dottore? Dovrei forse iniziare a farmi gli incunaboli miei ed evitare di essere citato in giudizio per stalking libresco?— Novecento

Source: Sbirciare nei libri degli altri – Guido Vitiello – Internazionale

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Posted by on November 4, 2016 in Reportages

 

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