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Nel paradiso dei turisti i giovani sognano il jihad

20 Dec

“Combattono proprio bene, è vero?”, mi dice il tassista con orgoglio quando gli dico che arrivo dal Medio Oriente, che sono una giornalista. A Parigi, a Bruxelles, a Tunisi, parli con i musulmani dei jihadisti dello Stato islamico (Is) e tutti ti rispondono mortificati, quasi a volersi scusare, ti dicono: sono fuori di testa. Alle Maldive ti dicono: sono degli eroi.Molti turisti occidentali neppure notano che questo è un paese musulmano. E invece le Maldive sono il paese non arabo con il più alto numero pro capite di foreign fighters. Duecento, più o meno, su quattrocentomila abitanti. Il governo nega. Ma ognuno ha un fratello, un cugino in Siria. Mentre il mondo guardava le Olimpiadi, ad agosto, qui tutti guardavano la battaglia di Aleppo.E tifavano Al Qaeda.In teoria le Maldive sono un arcipelago di 1.192 isole. Ma per i maldiviani sono un’isola sola: Malé. La capitale. Le isole non hanno che un paio di negozi, una scuola. Un campetto da calcio. A volte non hanno neppure l’elettricità. Per qualsiasi cosa, si viene a Malé. Che sembra una città come mille altre: ma sono 5,8 chilometri quadrati, 130mila residenti, e una popolazione reale che è più del doppio: a Malé ogni anfratto è abitato.

Source: Nel paradiso dei turisti i giovani sognano il jihad – Francesca Borri – Internazionale

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Posted by on December 20, 2016 in Asia

 

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