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Le stragi in Siria segnano la fine del diritto umanitario

02 Mar

L’assedio di Aleppo è finito in un bagno di sangue solo un anno fa, nel dicembre del 2016. Oggi assistiamo nella Ghuta orientale al lancio delle stesse bombe per mano dal regime e del suo alleato, la Russia. Si tratta delle barrel bombs, che vengono lanciate dagli aerei sulle città causando danni inimmaginabili.

“Assistiamo sempre alla solita storia”, scrive il quotidiano panarabo Al Araby. “Decine di testimoni rischiano la vita per mostrarci le immagini sconvolgenti dei corpi tra le macerie, le urla delle donne e degli uomini feriti, i bambini terrorizzati in mezzo alle rovine. La stessa scena si ripete, cambia solo la data”.

“Sterminio”, “genocidio”, gli osservatori sul campo sono unanimi: oltre 400mila persone sono intrappolate alla periferia di Damasco e vengono bombardate senza via di uscita. Il regime di Assad prima ha affamato la popolazione della Ghuta orientale: in una delle zone più agricole della Siria, gli abitanti erano finiti a mangiare erba. Già nel 2013 aveva ucciso circa 1.700 persone lanciando gas sarin sulla regione, fatto così sconvolgente che aveva quasi spinto l’allora presidente statunitense Barack Obama a intervenire. Ora il regime sta prendendo di mira, come già in precedenza, gli ospedali della zona.

https://www.internazionale.it/bloc-notes/catherine-cornet/2018/02/23/stragi-siria-diritto-umanitario

 

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Posted by on March 2, 2018 in Middle East

 

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