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Come nasce una teoria del complotto e come affrontarla, seconda parte

29 Oct

Seconda puntata di un’inchiesta in due parti sulle teorie del complotto. La prima si può leggere qui.

QAnon alla Casa bianca
Il 31 luglio 2018 una folla entusiasta ha accolto Trump a Tampa, Florida, indossando magliette di QAnon e alzando cartelli con scritto “Noi siamo Q”. Hanno rubato la scena al presidente, e i giornalisti hanno parlato solo di loro. È stata la definitiva irruzione di QAnon nelle cronache nazionali e, di lì a poco, internazionali. Su 8chan, Q ha commentato: “Benvenuti nel mainstream. Sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato”.

Se prima di Tampa il presidente poteva aver ammiccato ai “fornai” scrivendo “17” in un paio di tweet, ora gioca col complotto in modo scoperto. Il 24 agosto 2018 Trump riceve nello studio ovale Lionel Lebron, sessant’anni, conduttore radiofonico e apostolo di QAnon. Lebron pubblica subito la foto in cui appare, gongolante, in posa col suo eroe.

In pratica, Trump ha accolto alla Casa Bianca un tale che accusa due suoi predecessori – Obama e Clinton – di capeggiare una setta satanica di pedofili. Accusa estesa all’intera opposizione e ad alcuni repubblicani, come il senatore John McCain, che proprio in quelle ore sta morendo.

https://www.internazionale.it/reportage/wu-ming-1/2018/10/29/teoria-complotto

 

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Posted by on October 29, 2018 in Reportages

 

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