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All’Europa serve un Erasmus più grande e inclusivo

03 Apr

Ogni anno decine di migliaia di cittadini europei trascorrono un periodo in un altro paese attraverso il programma Erasmus. Studenti, docenti, ricercatori, artisti, sportivi, volontari e altri ricevono il finanziamento per la mobilità europea, prenotano un volo, preparano le valigie e partono.

L’Erasmus (oggi rinominato Erasmus+) è riconosciuto come un programma bandiera dell’Unione europea. Nei suoi 32 anni di esistenza il programma ha permesso a più di nove milioni di cittadini di studiare o lavorare in un paese diverso dal proprio per un periodo che va dai pochi mesi ai tre anni con l’Erasmus Mundus.

Secondo le valutazioni d’impatto della Commissione europea, chi fa l’Erasmus impara una nuova lingua, espande i propri orizzonti professionali, allarga la propria rete di contatti e comincia a sentirsi più europeo. Tra gli ex Erasmus il rischio di essere disoccupati a cinque anni dalla laurea è del 23 per cento più basso della media e un tirocinante Erasmus su tre riceve un’offerta di lavoro dalla società che lo ha formato all’estero. In altre parole il programma di mobilità dell’Unione europea ha un effetto positivo sulla vita professionale e sull’identità culturale di chi lo fa.

https://www.internazionale.it/notizie/jacopo-ottaviani/2019/04/03/europa-erasmus

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Posted by on April 3, 2019 in European Union

 

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