RSS

Tag Archives: Italy

Solo uno stupro, solo una lapidazione

Il corpo martoriato di Noemi Durini, la sedicenne lapidata – è questa la parola giusta, evidentemente presente non solo nel vocabolario del fondamentalismo islamico – dal suo ragazzo diciassettenne in provincia di Lecce, interrompe come un lampo nella notte il delirio di un’opinione pubblica che da settimane si intrattiene sugli stupri, “indigeni” e “stranieri”, come una platea voyeur davanti a un film pornografico. Ci ricorda, quel corpo, che la violenza più violenta, e sovente più definitiva, arriva sulle donne molto più frequentemente da uomini prossimi, per primi quelli che dicono di amarle, che da uomini lontani per razza, religione o cultura. Un fatto, non una fake, che sta scritto in tutte le statistiche, nonché nell’esperienza quotidiana di centinaia di centri antiviolenza sparsi per il paese. Ma si sa che i numeri, nonché l’esperienza, nulla possono sulle psicosi. E dunque il femminicidio di Lecce non placa il delirio dei giornali e degli onniscienti ospiti dei talk che con un occhio piangono sul cadavere di Noemi e con l’altro ridono soddisfatti perché l’archiviazione dello ius soli ci preserverà dall’invasione di interi popoli di stupratori.

Source: Solo uno stupro, solo una lapidazione – Ida Dominijanni – Internazionale

Advertisements
 
Leave a comment

Posted by on September 20, 2017 in European Union

 

Tags: , ,

Perché gli insegnanti devono  sostenere la battaglia per lo ius soli

Credo sarebbe utile che almeno noi insegnanti facessimo più attenzione all’uso delle parole. Da dieci anni siamo invitati, da una Raccomandazione del parlamento europeo fatta propria dal ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), a lavorare nelle scuole alla costruzione di otto competenze chiave di cittadinanza. Le Indicazioni nazionali per il curricolo, che sono legge dello stato dal novembre 2012, titolano un paragrafo “per una nuova cittadinanza”. La parola cittadinanza nomina, secondo il dizionario, il “vincolo di appartenenza di un individuo a uno stato, che comporta un insieme di diritti e doveri”.Ma quando entriamo in classe, molti di noi si trovano davanti bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a diciott’anni senza nemmeno avere la certezza di diventarlo, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non hanno la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese.Sono oltre 800mila coloro che vivono questa condizione e noi li guardiamo negli occhi tutti i giorni. Non possiamo fare finta di niente e giocare con le parole. Non possiamo fare nostre le indicazioni ministeriali che ci chiamano in modo prescrittivo ad assolvere al compito di “porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva”, mentre altre leggi impediscono l’accesso a una piena cittadinanza. Cosa ci dice la nostra coscienza quando una legge dello stato entra in rotta di collisione con un’altra legge dello stato? Quale legge scegliamo di seguire e quale trasgredire?

Source: Perché gli insegnanti devono  sostenere la battaglia per lo ius soli – Franco Lorenzoni – Internazionale

 
Leave a comment

Posted by on September 20, 2017 in European Union

 

Tags: ,

The juju curse that binds trafficked Nigerian women into sex slavery

Every night as dusk falls in Piazza Gastone in the Noce district of Palermo, a tall, imposing Ghanaian woman dressed in traditional west African robes stands before a small congregation sweating in rows of plastic chairs before her.The Pentecostal Church of Odasani has been converted from an old garage in a backstreet into a place of worship, albeit one unrecognised by any formal faith group. But what many of the congregation – largely young Nigerian women – have come for tonight is more than prayer; it is freedom.“Nigerian women come to me for help, they have bad spirits that have been put inside their bodies by people who want to make money from them,” says the self-proclaimed prophetess, as she prepares to start her service.

Source: The juju curse that binds trafficked Nigerian women into sex slavery | Global development | The Guardian

 
Leave a comment

Posted by on September 16, 2017 in Africa, European Union

 

Tags: , , , , ,

The Desperate Journey of a Trafficked Girl

It was close to midnight on the coast of Libya, a few miles west of Tripoli. At the water’s edge, armed Libyan smugglers pumped air into thirty-foot rubber dinghies. Some three thousand refugees and migrants, mostly sub-Saharan Africans, silent and barefoot, stood nearby in rows of ten. Oil platforms glowed in the Mediterranean.

The Libyans ordered male migrants to carry the inflated boats into the water, thirty on each side. They waded in and held the boats steady as a smuggler directed other migrants to board, packing them as tightly as possible. People in the center would suffer chemical burns if the fuel leaked and mixed with water. Those straddling the sides could easily fall into the sea. Officially, at least five thousand and ninety-eight migrants died in the Mediterranean last year, but Libya’s coastline is more than a thousand miles long, and nobody knows how many boats sink without ever being seen. Several of the migrants had written phone numbers on their clothes, so that someone could call their families if their bodies washed ashore.

The smugglers knelt in the sand and prayed, then stood up and ordered the migrants to push off. One pointed to the sky. “Look at this star!” he said. “Follow it.” Each boat left with only enough fuel to reach international waters.

In one dinghy, carrying a hundred and fifty people, a Nigerian teen-ager named Blessing started to cry. She had travelled six months to get to this point, and her face was gaunt and her ribs were showing. She wondered if God had visited her mother in dreams and shown her that she was alive. The boat hit swells and people started vomiting. By dawn, Blessing had fainted. The boat was taking on water.

https://www.newyorker.com/magazine/2017/04/10/the-desperate-journey-of-a-trafficked-girl

 
Leave a comment

Posted by on September 16, 2017 in Africa, Reportages

 

Tags: , , , , ,

Storie di sgomberi e colonialismo in piazza Indipendenza a Roma

Si è scritto molto sulla foto di Angelo Carconi che ritrae un poliziotto che accarezza una ragazza eritrea durante lo sgombero con gli idranti di piazza Indipendenza, a Roma. Lo sguardo tra i due ci parla di una relazione complicata (ambigua, coloniale, violenta) cominciata verso la fine del diciannovesimo secolo e mai terminata. Tracce di questa storia sono ancora presenti nel quartiere dove è avvenuto lo sgombero, tra piazza Indipendenza e la stazione Termini. Qui si sono intrecciate la storia delle prime migrazioni dal Corno d’Africa e la storia del colonialismo italiano.Negli anni settanta del secolo scorso il Corno d’Africa era in fiamme. Si scappava dalle dittature. I somali scappavano da Siad Barre, gli etiopici-eritrei dal sanguinario Menghistu Hailè Mariàm. Le terre del corno si tingevano di sangue e l’Italia, di cui molti conoscevano già la cultura, fu considerata naturale terra d’approdo. L’Italia infatti – anche dopo la fine del colonialismo storico – ha avuto su quelle terre una forte influenza ideologica. Basti pensare che fino al 1974 le scuole in Somalia erano italiane, perché dire Italia era come dire Europa. E anche ad Asmara, in Eritrea, portare i figli alla scuola italiana era non solo prestigioso per le famiglie, ma anche una chiave d’ingresso (almeno molti lo speravano) assicurata per il futuro.

Source: Storie di sgomberi e colonialismo in piazza Indipendenza a Roma – Igiaba Scego – Internazionale

 
Leave a comment

Posted by on August 31, 2017 in European Union

 

Tags: , , , ,

Why Was an Italian Graduate Student Tortured and Murdered in Egypt?

The target of the Egyptian police, that day in November 2015, was the street vendors selling socks, $2 sunglasses and fake jewelry, who clustered under the arcades of the elegant century-old buildings of Heliopolis, a Cairo suburb. Such raids were routine, but these vendors occupied an especially sensitive location. Just 100 yards away is the ornate palace where Egypt’s president, the military strongman Abdel Fattah el-Sisi, welcomes foreign dignitaries. As the men hurriedly gathered their goods from mats and doorways, preparing to flee, they had an unlikely assistant: an Italian graduate student named Giulio Regeni. He arrived in Cairo a few months earlier to conduct research for his doctorate at Cambridge. Raised in a small village near Trieste by a sales manager father and a schoolteacher mother, Regeni, a 28-year-old leftist, was enthralled by the revolutionary spirit of the Arab Spring. In 2011, when demonstrations erupted in Tahrir Square, leading to the ouster of President Hosni Mubarak, he was finishing a degree in Arabic and politics at Leeds University. He was in Cairo in 2013, working as an intern at a United Nations agency, when a second wave of protests led the military to oust Egypt’s newly elected president, the Islamist Mohamed Morsi, and put Sisi in charge. Like many Egyptians who had grown hostile to Morsi’s overreaching government, Regeni approved of this development. ‘‘It’s part of the revolutionary process,’’ he wrote an English friend, Bernard Goyder, in early August. Then, less than two weeks later, Sisi’s security forces killed 800 Morsi supporters in a single day, the worst state-sponsored massacre in Egypt’s history. It was the beginning of a long spiral of repression. Regeni soon left for England, where he started work for Oxford Analytica, a business-research firm

https://mobile.nytimes.com/2017/08/15/magazine/giulio-regeni-italian-graduate-student-tortured-murdered-egypt.html?

 
Leave a comment

Posted by on August 30, 2017 in Africa, European Union

 

Tags: ,

Sgomberare gli sgomberati, il fallimento dell’accoglienza a Roma

Con le prime luci dell’alba, giovedì mattina, la polizia in assetto antisommossa è arrivata di nuovo a piazza Indipendenza, a Roma, per disperdere i rifugiati eritrei che dormivano sulle aiuole da cinque giorni, dopo lo sgombero del palazzo in cui vivevano a via Curtatone, vicino alla stazione Termini. Poco dopo le sei di mattina, gli agenti si sono fatti strada con gli idranti e hanno caricato le persone che dormivano sulle aiuole e i marciapiedi.Come fanno da giorni, i rifugiati eritrei hanno cercato di opporre resistenza: dal primo piano del palazzo di via Curtatone hanno lanciato oggetti e barattoli di vernice. Questa volta la polizia ha usato la violenza. I poliziotti si sono messi a rincorrere chi scappava. Secondo Medici senza frontiere, nelle cariche sono state ferite 13 persone e due sono state portate in ospedale. “Hanno picchiato diverse persone, anche delle donne”, racconta Simon, un rifugiato eritreo che al momento dello sgombero si trovava al primo piano del palazzo di via Curtatone insieme a una cinquantina di persone, tra cui venti bambini.

Source: Sgomberare gli sgomberati, il fallimento dell’accoglienza a Roma – Annalisa Camilli – Internazionale

 
Leave a comment

Posted by on August 29, 2017 in European Union

 

Tags: ,

Explaining the lack of rain in Spain (and Italy)

THE Gonella Hut, more than 3,000 metres up on the Italian side of Monte Bianco, should be bustling with climbers in August. Instead, it is empty. Davide Gonella, the manager, closed it at the end of last month for lack of water.“The snowfield we use for our supply had gone,” he says. The high summer temperatures that have seared southern Europe this year were only partly to blame. When he reopened his refuge in early June, Mr Gonella could already see the snowfield was much smaller than usual, because so little snow had fallen last winter.

Source: Explaining the lack of rain in Spain (and Italy)

 
Leave a comment

Posted by on August 21, 2017 in European Union

 

Tags: , ,

Italy’s ‘Lord of the Spies’ Takes On a Migration Crisis

During a visit to Moscow in 1980, Marco Minniti, a bald and bold young functionary in the Italian Communist Party, mortified his comrades by asking a Red Army general why the Soviets had occupied Afghanistan. The general pointed south on a map and explained that the faraway land mattered for his country’s national security.Now, decades later, it is Mr. Minniti, Italy’s powerful interior minister and the hard-nosed veteran of its intelligence apparatus, who is looking south — but to Africa, which he calls the “mirror of Europe.”

 
Leave a comment

Posted by on August 21, 2017 in European Union

 

Tags:

Weg mit den Rettern

Der Anfang scheint gemacht. Am Wochenende stellten die Organisationen Ärzte ohne Grenzen und Sea-Eye ihre Rettungsaktionen für schiffbrüchige Flüchtlinge im Mittelmeer bis auf Weiteres ein. Andere werden wohl folgen. Denn Libyen hat eine nationale SAR-Zone (abgeleitet von “Search and Rescue”, deutsch: “Suchen und Retten”) ausgerufen, die weit über die libyschen Hoheitsgewässer hinausreicht. Und die Regierung in Tripolis, die im Land selbst kaum etwas regiert, hat die privaten Helfer ausdrücklich gewarnt, diese Zone zu befahren.

Die Drohung ist ernst zu nehmen, denn zu Wasser ist Libyen gut bestückt. Man hat aus Europa moderne Schiffe für die Küsten- und Seekontrolle bekommen, dazu viel Geld und Ausbildungskurse und was man sonst noch so braucht für den kleinen Seekrieg vor der Haustür.

http://www.spiegel.de/politik/ausland/italien-weg-mit-den-rettern-a-1162725.html

 
Leave a comment

Posted by on August 21, 2017 in Africa, European Union

 

Tags: , , ,