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Tag Archives: Italy

La crisi è lo specchio di una classe dirigente inadeguata

Si sta per entrare in una giornata impensabile in qualsiasi altro momento della storia repubblicana, essendo ancora ogni ipotesi aperta, perfino le più improbabili, ha osservato Enrico Mentana cominciando la sua maratona televisiva sulla crisi di governo. Nei giorni scorsi, anche giornali e tv avevano ampiamente battuto lo stesso tasto. Insomma, siamo di fronte a una delle crisi politiche più bizzarre di sempre – la più pazza del mondo, si è detto, ed è vero. Eppure, oltre ogni giravolta e più ancora del rimangiarsi oggi quel che era stato detto ieri, in questa confusione estrema c’è una cosa che è difficile da nascondere: se questa è la crisi più pazza del mondo, a guidarla, o quanto meno a provarci, c’è una classe dirigente tra le più inadeguate che questo paese abbia mai conosciuto.

Nel corso di questa crisi, i capi dei partiti non hanno mostrato pudore nel cambiare idea su tutto o quasi quel che avevano sostenuto nei mesi scorsi. Ineffabilmente, e di corsa, si sono ingoiati anni di insulti, di proclami e di pensosissime riflessioni destinate evidentemente anch’esse a durare il tempo di un battito di ciglia, come la coerenza. Tutto ciò, senza neppure dare conto delle ragioni di quel mutamento o almeno di un travaglio interiore. Per questo, ogni cosa è apparsa senz’altro ridicola.

https://www.internazionale.it/opinione/alessandro-calvi/2019/08/20/crisi-dimissioni-conte

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Posted by on August 21, 2019 in European Union

 

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Le macerie sotto la crisi

Il governo del cambiamento gialloverde, quello che doveva durare cinque anni, abolire i poveri, eliminare dalla faccia della terra i migranti, vendicare il passato della prima e della seconda repubblica, rivendute all’opinione pubblica come mere fabbriche di nefandezze, restituire al popolo la sovranità rapinata dall’Europa, funzionare da faro per il disfacimento dell’Europa medesima, si è infranto su se stesso dopo appena quattordici mesi di vita stentata, spericolata, rissosa. E un cumulo di macerie resterà anche nella malaugurata ipotesi di un farsesco rammendo in zona Cesarini dello strappo voluto dal ministro dell’interno, una settimana fa in pieno delirio di onnipotenza e adesso pronto all’ennesimo testacoda tattico.

Come evolverà e dove andrà a parare la prima crisi di governo ferragostana della storia della repubblica dipenderà in larga misura dalla direzione che il 20 agosto le imprimerà il presidente del consiglio. Inutile dunque esercitarsi nel gioco della palla di vetro, che in questi giorni dà per fatto tutto e il contrario di tutto, compresa un’alleanza tra cinquestelle e Pd alquanto ardua da costruire. Inutile anche sfogliare l’album delle foto trash che hanno scandito le tappe del governo sovranpopulista, dall’euforia sguaiata sul balcone di palazzo Chigi per lo zero virgola di spesa in più strappato a Bruxelles al karaoke del ministro dell’interno in mutande con cubiste in tanga brasiliano al Papeete beach. Meglio concentrarsi su quello da cui le convulsioni della cronaca ci distraggono, ovvero l’inventario delle macerie suddette e dei relativi danni. Dal quale inventario dipende qualunque ipotesi credibile di uscita in avanti dalla crisi, e senza il quale qualunque ipotesi di uscita in avanti non è credibile.

https://www.internazionale.it/opinione/ida-dominijanni/2019/08/19/cris-governo

 
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Posted by on August 20, 2019 in European Union

 

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La sinistra ovvero l’essere di destra a propria insaputa

Fascista o meno che sia, il pensiero che anima Salvini è comunque schiettamente autoritario e strumentalmente nazionalista. Drammaticamente, proprio a questo pensiero si sono consegnati sia il Movimento 5 stelle sia il Partito democratico, aiutandone e persino anticipandone la costruzione, sebbene in tempi diversi. Ciò rappresenta già oggi un problema almeno quanto potrebbe rappresentarlo Salvini in futuro.

È cosa nota che la Lega sia da sempre abitata da un sentimento di destra, di una destra che si nutre di slogan i quali fino a non molto tempo fa chiunque o quasi avrebbe avuto pudore di pronunciare a mezza bocca, figurarsi urlarli nelle piazze. Basterebbe ricordare lo scandalo che diedero anni fa alcune iniziative di personaggi come Mario Borghezio mai risarcite, almeno nella pancia del partito, da giovanili appartenenze a formazioni di sinistra, e addirittura al Partito comunista, attribuite a certi altri dirigenti leghisti. Che di questo si trattasse, che si avesse a che fare con un partito i cui esponenti se ne andavano armati di disinfettante a sterilizzare i sedili dei treni utilizzati dagli extracomunitari, lo si sapeva come si sapeva di certi slogan razzisti a proposito dei meridionali e delle invocazioni al Vesuvio o all’Etna affinché nettassero la terra. Son tutte circostanze difficilmente derubricabili a forme di goliardia, sebbene adesso molti preferiscano credere che così fosse. Tutto ciò lo sapevano anche i grillini i quali, anche per il suo esser di destra, scelsero proprio il leghista come alleato per andare al governo. Ce lo dimostrano molte circostanze e, più di ogni altra cosa, il contratto di governo.

https://www.internazionale.it/opinione/alessandro-calvi/2019/08/12/italia-politica-sinistra-destra

 
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Posted by on August 12, 2019 in European Union, Uncategorized

 

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Gli insulti contro Carola Rackete e i discorsi di odio in Italia

Gli insulti sessisti rivolti a Carola Rackete – la comandante della Sea-Watch 3 – durante il suo arresto sul molo di Lampedusa, il 29 giugno, hanno scatenato diverse reazioni di condanna e hanno aperto in Italia una discussione sulla diffusione dei discorsi di odio e sul rapporto tra i commenti offensivi e discriminatori online e gli slogan sempre più aggressivi dei politici verso le donne, i migranti e le minoranze. L’organizzazione Amnesty international ha pubblicato da poco un rapporto, Il barometro dell’odio, in cui ha analizzato proprio la relazione tra le parole dei politici e l’hate speech in rete, prendendo in esame centomila post, tweet e commenti online diffusi durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 26 maggio 2019.

https://www.internazionale.it/bloc-notes/annalisa-camilli/2019/07/11/carola-rackete-barometro-amnesty-international

 
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Posted by on August 7, 2019 in European Union

 

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Carola Rackete and Europe’s Troubling Refugee Policies

It’s been four days since Isaac, Fréderic and their friends arrived in the port of Lampedusa on board the Sea-Watch 3, captained by Carola Rackete. They can hardly believe they’re really here. The sun is setting and the temperature has become a bit more bearable as they sit on the steps of the San Gerlando church.

It is shortly after 9 p.m. on this Tuesday and they have just received a message on their smartphones: “Carola libera.” Carola is free.

The reference is to Carola Rackete, the 31-year-old German captain of the Sea-Watch 3 who has become a rival to Italian Interior Minister Matteo Salvini — and a figurehead for a less restrictive migration policy.

But the migrants standing in front of the church merely see her as the woman without whom none of them would have made it to Europe. They cheer when they read the news that she has been released.

“Carola Rackete saved our lives. Without her, we would all be dead,” says Fréderic Samassi, a 24-year-old from Ivory Coast. He says he spent three years in Libya, most of it behind bars, an ordeal during which he says he saw many terrible things. Now, he has reached the goal that he had imagined when he left his home in 2016: Europe.

https://www.spiegel.de/international/europe/carola-rackete-and-europe-s-troubling-refugee-policies-a-1276268.html

 
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Posted by on August 7, 2019 in European Union

 

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La produzione forzata delle nocciole in Italia

L’incrocio delle Quattro strade, crocevia fondamentale per i contadini
dell’Alfina, è circondato da campagne che si estendono a perdita
d’occhio. Dai terreni intorno, ben allineate e quasi invisibili, sbucano
centinaia di piantine alte appena pochi centimetri. Sono noccioli e in
cinque anni diventeranno alberi da frutto e trasformeranno radicalmente
il paesaggio dell’altopiano che si estende tra il lago di Bolsena e di
Orvieto, finora composto soprattutto da campi coltivati a cereali e
ortaggi, uliveti, castagneti e boschi. La regista cinematografica Alice
Rohrwacher, che è nata da queste parti e vive vicino allo snodo di
stradine che collega il Lazio con l’Umbria e la Toscana, confessa:
“Quando nella primavera del 2018 sono cominciati i lavori di sbancamento
non riuscivo a capire perché tra la gente del posto ci fosse chi se la
prendeva con i noccioli”.

Con il tempo ha capito quanto avessero ragione a temerne l’avanzata sull’altopiano. Dalle pagine del quotidiano la Repubblica ha lanciato un appello
ai governatori delle tre regioni, dicendosi “preoccupata” per le
conseguenze della monocoltura delle nocciole sull’economia,
sull’ambiente e sulle persone. “In pochi anni sarà stravolto il
paesaggio e distrutta l’economia che sostiene questi luoghi. Per questo
ho chiesto se siano stati fatti degli studi sull’impatto di una
trasformazione così importante”, spiega.

https://www.internazionale.it/reportage/angelo-mastrandrea/2019/06/22/produzione-forzata-nocciole-italia

 
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Posted by on August 2, 2019 in European Union

 

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Il gusto amaro delle nocciole

L’odore si sente prima ancora di entrare: un miscuglio di cacao e
nocciole tostate che risveglia ricordi d’infanzia. Dentro il capannone,
un macchinario fa scivolare su un nastro pannelli di cialde concave, che
vengono riempite una a una di crema di cioccolato. Su un nastro
parallelo scorrono altre cialde, su cui sono fatte cadere delle nocciole
intere. Il processo è totalmente meccanizzato. Ma a ogni fase due
operai controllano che non ci siano sbavature: che la crema di cacao non
tracimi, che le nocciole siano della giusta dimensione, che le forme
siano perfette. Poi le cialde sono chiuse e i gusci sono inondati da due
colate di cioccolato fuso e granella di nocciole. Alla fine del
percorso, confezionati nel tipico incarto color oro, compaiono i Ferrero
Rocher.

La fabbrica della Ferrero è a due passi dal centro di Alba, la
cittadina piemontese dove più di settant’anni fa cominciò l’attività di
questa impresa familiare che ha conquistato il mondo. Dallo stabilimento
escono alcuni dei suoi prodotti più famosi: oltre al celebre
cioccolatino alla nocciola, i Kinder Bueno, le Tic Tac, i Mon Chéri. E
naturalmente la Nutella, la crema spalmabile più venduta nel mondo.

https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2019/06/21/nutella-gusto-amaro-nocciole-ferrero

 
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Posted by on August 2, 2019 in European Union, Reportages

 

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Un altro modo di fare la spesa è possibile

Ha una Coop a cento metri di distanza, un Natura sì proprio di fronte, un Eurospin due strade più in là. Inaugurato da poco più di due mesi nel quartiere di San Donato a Bologna, l’emporio di comunità Camilla sembra letteralmente sulla linea del fronte. Certo, le dimensioni di questo supermercato alternativo non sono neanche lontanamente comparabili a quelle dei colossi vicini: tre stanzoni per circa 150 metri quadri, poca scelta e mirata, frutta e ortaggi freschi e di stagione, legumi, pasta e riso, formaggi, uova e qualche prodotto per l’igiene e la pulizia della casa.

Camilla è un nano in un mondo di giganti. Ma coltiva l’aspirazione di indicare una nuova via: ribaltare la logica della grande distribuzione organizzata (gdo), che offre cibo ai consumatori a prezzi bassi facendo tirare al massimo la cinghia ai fornitori. Qui non ci sono sconti, sottocosto, tre-per-due.

C’è in compenso la trasparenza totale della filiera: tutti i prodotti vengono da aziende rigorosamente biologiche, che aderiscono alla filosofia del progetto. E che ricevono per i loro prodotti una più che adeguata remunerazione.

https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2019/05/30/spesa-consumo-responsabile

 
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Posted by on June 7, 2019 in European Union, Uncategorized

 

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La legge del mare

Dal 2015 al 2017 ho visto mutare profondamente l’atteggiamento dell’opinione pubblica rispetto a questi viaggi e a chi li intraprende, nel giro di un tempo ancora più breve ho assistito all’esplosione di un clima di sospetto verso i soccorritori, i volontari, chiunque pratichi la solidarietà. Un clima, occorre dirlo, che si è diffuso in tutta Europa, in particolare nei paesi governati dai partiti della destra. I soccorritori, con le loro denunce e le loro testimonianze, sono diventati testimoni scomodi e sono stati oggetto di una campagna di discredito, un processo di criminalizzazione che è partito dal basso e ha trovato ampio spazio nelle dichiarazioni e nelle iniziative più o meno esplicite di diversi politici. Le voci di chi cercava di aiutare, di salvare vite, di intervenire là dove l’Europa si mostrava incapace sono state marginalizzate e lo spazio umanitario d’intervento si è rapidamente ridotto, non solo in mare ma anche sul fronte dell’accoglienza.

http://www.italiaperme.com/la-legge-del-mare-annalisa-camilli/

 
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Posted by on May 20, 2019 in European Union

 

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Filling a gap: the clandestine gang fixing Rome illegally

It is 6am on a Sunday and the streets of the Ostiense neighbourhood in southern Rome are empty. The metro has just opened and nearby cafes still await their first customers.

Seven men and women are working hard, their faces obscured by scarves and hoodies as they unload bags of cement and sand from a car near the Basilica of St Paul Outside the Walls.

They are not criminals. Members of the secret Gap organisation, they hide their identities because what they are doing – fixing a broken pavement without official permission – is technically illegal.

https://www.theguardian.com/cities/2019/apr/10/filling-a-gap-the-clandestine-gang-fixing-rome-illegally?CMP=share_btn_fb

 
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Posted by on May 9, 2019 in European Union

 

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